6 ottobre 2026

Riflessioni “a sei zampe”

I Nicrofori sono coleotteri interessanti e particolari, dalla colorazione vistosa e dal comportamento complesso, che occupano una nicchia ecologica importante e curiosa. Per la loro alimentazione, e soprattutto per lo sviluppo delle larve, ricercano e seppelliscono i cadaveri di piccoli animali, svolgendo un importante ruolo di “spazzini”. Il ritrovamento casuale di un esemplare, la sua identificazione e la ricerca di informazioni sul gruppo di specie analoghe ha fornito spunti per riassumere vari aspetti generali della loro biologia ed etologia.

di Carlo Mazzera

In una sera d’estate un insetto dalla vivace colorazione gialla e nera mi è entrato in casa a Bardi, attirato dalla luce. Scambiato in un primo tempo per un calabrone o qualcosa di simile, aveva però un volo meno sicuro e più silenzioso. Dopo averlo catturato con un bicchiere, mi sono reso conto che era un Coleottero della famiglia Silphidae, genere Nicrophorus.

Con un po’ di pazienza sono riuscito a fotografarlo (era molto vivace, una sola foto decente, poi è volato via) e classificarlo. Si tratta di Nicrophorus investigator (Zetterstedt, 1824). Presenta due larghe bande giallo arancio trasversali sulle elitre, che in Italia restringono le possibilità a quattro o cinque specie. Alcuni particolari permettono di distinguerlo dalle altre specie simili, in particolare le clave delle antenne con frange gialle (nere in N. vespilloides), le tibie posteriori rettilinee (arcuate in N. vespillo), il pronoto glabro (pubescenza dorata più o meno estesa in altre specie), una fine pubescenza dorata solo sugli ultimi tergiti addominali, non coperti dalle elitre, e la banda anteriore sulle elitre quasi continua anche in corrispondenza della sutura elitrale.

È una specie abbastanza comune ma molto interessante, che si presta a numerose osservazioni e considerazioni.

Nicrophorus investigator, Bardi, Carlo Mazzera

Ecologia ed etologia

I Silphidae, e in particolare i Nicrophorus, sono soprattutto necrofagi, si nutrono cioè principalmente di piccoli cadaveri (topi, piccoli uccelli, grossi insetti), che hanno l’abitudine di sotterrare. Hanno un eccellente senso dell’olfatto, che permette loro di trovare gli animali morti. I primi individui di ogni sesso che arrivano vicino ad un cadavere sembrano combattere con quelli che arrivano successivamente e li scacciano, per cui spesso si trovano solo individui isolati o coppie su un cadavere. Dopo l’accoppiamento iniziano ad interrare il cadavere, scavando sotto di esso con le mandibole e le tibie spinose. A volte trascinano i resti verso un punto dove è più facile scavare. Dopo l’interramento la femmina scava una piccola galleria che conduce fuori dalla camera di sepoltura e vi depone le uova.

Cure parentali

Una caratteristica molto interessante e insolita di questi insetti sono le complesse cure parentali, che non si limitano all’interramento ed alla preparazione della carcassa (compreso il trattamento con sostanze antibiotiche ed antifungine, l’eliminazione di peli e piume e la compattazione). Prima che le larve comincino a nutrirsi da sole sul cadavere, la femmina e spesso anche il maschio rimangono sul posto per alimentare la prole con il cibo rigurgitato; le larve addirittura sollecitano attivamente il cibo toccando il corpo o la bocca dei genitori, come fanno comunemente gli uccelli e i mammiferi.

Inoltre, i genitori rimangono nel nido per difendere la risorsa e le larve dalle intrusioni di altri coleotteri rivali della stessa specie o di specie concorrenti, che cercherebbero di uccidere la prole per usurpare la carcassa.

Se la risorsa sotterrata è troppo piccola per sfamare l’intera nidiata, i genitori praticano il “culling” (riduzione della covata), cannibalizzando alcune delle proprie larve. Questo comportamento assicura che le larve superstiti abbiano abbastanza cibo per completare lo sviluppo fino alla metamorfosi. Se la risorsa si rivela abbondante depongono altre uova.

Questo straordinario comportamento comporta una profonda riorganizzazione fisiologica ed ormonale negli adulti (ad esempio, le femmine durante l’accudimento secernono ormoni ad azione “anafrodisiaca” per inibire temporaneamente l’accoppiamento e concentrarsi solo sulle larve). Per questo il genere Nicrophorus è uno dei modelli più studiati per comprendere l’evoluzione della socialità e delle cure parentali negli animali.

Nicrophorus sp. al lavoro sulla carcassa di un piccolo uccello, Sergio Picollo

Colori aposematici e mimetismo batesiano

Questi insetti sono vivacemente colorati di giallo e nero, colori che insieme al rosso sono definiti “aposematici”, cioè di avvertimento (nei confronti di possibili predatori) della tossicità e/o pericolosità dell’insetto: attenzione, siamo velenosi o disgustosi, e potremmo anche avere difese attive e farti molto male, non provare a mangiarci!

Inoltre, la livrea a bande gialle e nere, simile a quella di una vespa, è un classico esempio di mimetismo “batesiano”. In questo tipo di mimetismo un insetto innocuo (il “mimo”), imita in maniera verosimile uno pericoloso (il “modello”) per scoraggiare eventuali predatori. E il sistema funziona bene, anch’io in un primo momento lo avevo scambiato per una vespa.

Parassitismo e foresi

Osservando le foto mi sono accorto che sull’insetto erano presenti diversi piccoli parassiti arancioni, acari che spesso infestano coleotteri ed altri animaletti. Probabilmente si tratta di Cornigamasus coleoptratorum, un acaro della famiglia Parasitidae (sinonimo: Parasitus coleoptratorum, la tassonomia credo sia in evoluzione). Le immagini che ho trovato corrispondono bene, ed in letteratura è dato proprio come ospite tipico dei Nicrophorus. Interessante il fatto che per queste specie spesso non si tratta di vero parassitismo, ma di “foresi”. L’acaro non si nutre a spese dell’ospite, ma si fa trasportare per raggiungere un luogo specifico, come il nido od il corpo di un ospite definitivo, su cui si insedierà e dove inizierà la fase trofica. A supporto di questa ipotesi sta il fatto che nelle varie foto che ho scattato gli acari sono sempre in posizioni diverse, non sono fissati all’ospite come ho potuto osservare in altri casi

Acaro parassita che si fa trasportare dal Nicrophorus, Carlo Mazzera

Tanatosi

In questa occasione ho potuto osservare anche un esempio da manuale di “tanatosi”. Al primo scatto del flash il Nicrophorus, prima vivacissimo, si è istantaneamente rovesciato sulla schiena, restando immobile con le zampette rattrappite. La finta morte è durata solo qualche secondo, ripetendosi per i due o tre scatti successivi, e sempre più breve: forse aveva capito che il grosso predatore che lo maneggiava non si lasciava scoraggiare. E poi ha aperto le elitre, e dispiegate due fragili ali membranose è volato via.

FONTI E APPROFONDIMENTI

  • Per quanto riguarda la classificazione, PDF Key to British Silphidae scaricabile dal sito UK Beetle Recording, molto ben fatto: (link)
  • Una bella scheda con foto e descrizione: (link)
  • Per l’etologia e la biologia della famiglia: Guida degli insetti d’Europa, di Michael Chinery (link)
  • Per gli studi sulle cure parentali nei Nicrophorus vari articoli, fra cui:
    – Parental care improves offspring survival and growth in burying beetles (link)
    – From facultative to obligatory parental care: Interspecific variation in offspring dependency on post-hatching care in burying beetles (link)
  • Per l’aposematismo ed i vari mimetismi (batesiano. mulleriano, mertensiano…):
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Aposematismo
    – https://it.wikipedia.org/wiki/Mimetismo
  • Per gli acari, parassitismo e foresi: Guida ai Coleotteri d’Europa, di Vincent Albouy e Denis Richard (link)
  • Per la tanatosi: https://it.wikipedia.org/wiki/Tanatosi