5 giugno 2026
Questa settimana, da più parti del parmense, sono stati segnalati notevoli passaggi di individui di Vanessa del cardo (Vanessa cardui L. 1758) oggi rinominata Cynthia (Vanessa, Pyrameis) cardui, una delle farfalle migratrici più spettacolari del mondo.
Questa specie compie ogni anno migrazioni su scala continentale tra l’Africa e l’Europa. In alcune annate favorevoli si osservano vere e proprie “invasioni” con migliaia o milioni di individui in movimento verso nord.
L’Appennino rappresenta spesso un corridoio migratorio naturale. I crinali e i passi montani tendono a concentrare il flusso della fauna migratoria, rendendo più evidente il fenomeno agli osservatori sul campo.
Simone Rotelli, membro del direttivo della Società Parmense di Scienze Naturali, ci parla di loro:
Le vanesse sono un genere di Ninfalidi che comprende alcune tra le più belle ed eleganti farfalle dei nostri climi. Il nome fu dato loro da Johan Christian Fabricius, che istituì un primo sistema di classificazione degli insetti basato sulla conformazione dei loro apparati boccali. Il nome Vanessa è quello della protagonista del romanzo Cadenus and Vanessa di Jonathan Swift, che lo aveva inventato anagrammando parzialmente il nome della sua amante, Ester Vankorigh.
Gli adulti della specie sfarfallano da aprile a ottobre (2 generazioni all’anno). Le uova vengono deposte singolarmente sulla pagina superiore delle foglie di ortica e di cardo.
La sua presenza in Italia varia da un anno all’altro a seconda dell’andamento climatico. La vanessa del cardo compie una delle più spettacolari migrazioni del regno degli insetti. Ogni anno questa farfalla percorre complessivamente tra 12.000 e 15.000 chilometri tra Africa ed Europa, realizzando il più lungo spostamento stagionale regolare conosciuto tra le farfalle.
All’inizio della primavera queste farfalle abbandonano l’Africa per raggiungere le regioni scandinave. Da metà agosto cominciano a tornare verso sud per raggiungere i quartieri di svernamento. Per molto tempo non si è saputo dove trascorressero l’inverno dopo aver attraversato il Sahara verso sud in autunno ma studi recenti hanno finalmente chiarito questo aspetto. Le osservazioni hanno mostrato che tra settembre e novembre le farfalle si stabiliscono nelle savane semi-aride del Sahel; successivamente, tra dicembre e febbraio, si spostano più a sud, nelle savane più umide vicine all’equatore. Qui le condizioni climatiche favorevoli consentono una rapida riproduzione, con la comparsa di tre-cinque generazioni successive prima della ripartenza verso l’Europa alla fine dell’inverno. Le foreste pluviali dell’Africa centrale sembrano invece costituire una barriera naturale, poiché la specie predilige ambienti aperti e relativamente asciutti. Questa scoperta aiuta anche a spiegare perché il numero di vanesse del cardo osservate in Europa possa variare enormemente da un anno all’altro, talvolta fino a cento volte. La cosa interessante, è che il successo della migrazione dipende dall’allineamento di tre fattori fondamentali: primo l’abbondante vegetazione nelle savane subsahariane durante l’inverno, favorita da precipitazioni elevate; secondo la buona disponibilità di vegetazione nel Nord Africa in primavera, che permette una nuova fase riproduttiva dopo l’attraversamento del Sahara; e infine, i venti favorevoli tra Africa ed Europa, capaci di trasportare gli insetti per lunghe distanze.
Sì perché l’attraversamento del deserto sarebbe impossibile con le sole capacità di volo dell’insetto. Le vanesse riescono infatti a volare autonomamente a circa 6 metri al secondo, una velocità insufficiente per coprire tali distanze. Le simulazioni mostrano però che, salendo tra uno e tre chilometri di quota, possono sfruttare regolari venti di coda che soffiano verso nord, trasformando il viaggio in una vera e propria traversata intercontinentale. Durante la migrazione volano per molte ore di giorno, si fermano di notte e si alimentano periodicamente di nettare. Dopo la deposizione, i bruchi della vanessa del cardo si nutrono di piante che prosperano soltanto in condizioni sufficientemente umide; quando le piogge sono abbondanti, la popolazione cresce rapidamente. Dopo una prima fase riproduttiva nell’Africa subsahariana, le farfalle attraversano il Sahara, si riproducono nuovamente nel Nord Africa e aumentano ulteriormente di numero prima di raggiungere l’Europa.
Nonostante i grandi progressi compiuti negli ultimi anni, resta ancora aperta una domanda fondamentale: quale vantaggio evolutivo spinge questa specie a intraprendere una migrazione multigenerazionale così lunga e complessa? La vanessa del cardo continua quindi a rappresentare uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi della biologia delle migrazioni.
Altre foto di Vanessa Cardui dal sito di Sergio Picollo
G. Hu,C. Stefanescu,T.H. Oliver,D.B. Roy,T. Brereton,C. Van Swaay,D.R. Reynolds, & J.W. Chapman, Environmental drivers of annual population fluctuations in a trans-Saharan insect migrant, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 118 (26) e2102762118.
Gerard Talavera, Clément Bataille, Dubi Benyamini, Martin Gascoigne-Pees, Roger Vila; Round-trip across the Sahara: Afrotropical Painted Lady butterflies recolonize the Mediterranean in early spring. Biol Lett 1 June 2018; 14 (6): 20180274.
Istituto della Enciclopedia Italiana. (s.d.). Vanessa. Vocabolario Treccani – Vanessa.
Talavera, G, García-Berro, A, Talla, V N K, & Vila, Ro. 2023. The Afrotropical breeding grounds of the Palearctic-African migratory painted lady butterflies (Vanessa cardui), Proceedings of the National Academy of Sciences.
Suchan, T., Bataille, C.P., Reich, M.S. et al. A trans-oceanic flight of over 4,200 km by painted lady butterflies. Nat Commun 15, 5205 (2024).